La centralità

 

L’interno dell’Isola, affascinante e spettacolare quanto le sue coste, si manifesta nella bellezza della natura attraverso l’altipiano della Giara, altura pianeggiante di antica origine, che si estende tra i territori dei comuni di Gesturi, Genoni, Tuili e Setzu. L’area ospita numerose specie animali, in particolare i cosiddetti “Cavallini della Giara”, ultimi cavalli selvaggi in Europa, di piccola stazza, manto morello o baio scuro, occhi a mandorla, criniere e code lunghissime. Questi si sono adattati al particolare ambiente della Giara, con abbondanza di cibo e acqua durante inverno e primavera e scarsità delle stesse durante estate e autunno.  

L'area riveste un notevole interesse non soltanto per il suo patrimonio naturale, ma anche perché ospita importanti monumenti archeologici come il protonuraghe o “nuraghe a corridoio” di Bruncu Madugui, poderosa costruzione in opera ciclopica di blocchi irregolari di basalto. Nei pressi si estende un villaggio di capanne raccolte in isolati, raccordate tra loro e disposte intorno a cortili comuni centrali. 

Tra i vari territori su cui insiste l’altopiano, il percorso ci porta a Tuili che sorge sulle sue falde meridionali. Il nucleo originario del paese, situato nella parte meridionale dell’attuale insediamento, mostra una struttura urbanistica che si compone per aggregazione di isolati senza apparenti direzioni principali, eccezion fatta per la strada proveniente dalla Giara che, antico letto di un torrente, attraversa tutto l’abitato. Includiamo nell’itinerario La chiesa parrocchiale di San Pietro Apostolo ad aula mononavata, con tre cappelle per lato, il Museo dell’olivo e dell’olio posto all’interno di Villa Asquer, in cui si descrive l’ovicoltura tradizionale della Marmilla vista attraverso gli occhi dei suoi protagonisti. La villa, databile alla prima metà dell'ottocento era il fulcro del vecchio centro storico, in stile neoclassico, è attribuita all' architetto Gaetano Cima, e il Museo degli strumenti musicali sardi in cui sono esposti antichi e nuovi strumenti musicali sardi plasmati su cera metallo, legno, pietra, osso (unghie di pecora, organetti, corni di bue, launeddas elettroniche)

 

Questo sito utilizza i cookies per offrirti la migliore esperienza di navigazione possibile. Se procedi con la navigazione sul sito senza disabilitarli, ci autorizzi l'invio e l'utilizzo di cookie sul tuo dispositivo. Ok Leggi di piĆ¹